Giugno 2025: reclamo contro il fallimento, oneri di allegazione dell’opponente lo stato passivo, deposito telematico del ricorso ex art. 98 l. fall
La Redazione
08 Luglio 2025
Questo mese si segnalano le pronunce della Corte di cassazione in tema, tra l’altro, di richiesta di esdebitazione depositata dopo il 22 luglio 2025 ma relativa a procedure disciplinate dalla legge fallimentare e dalla l. n 3/2012, di reclamo contro la sentenza di fallimento, distrazione di beni affidati al fallito con obbligo di restituzione, deposito telematico del ricorso ex art. 98 l. fall., funzione residuale della nozione di “distrazione”, concordato minore e mancato deposito del fondo spese entro il termine perentorio.
Disciplina applicabile alle domande di esdebitazione depositate dopo il 15 luglio 2022 ma relative a procedure fallimentari o ex l. n. 3/2012
Cass. civ., sez. I, 3 giugno 2025, n. 14835
I debitori assoggettati alla procedura del fallimento, così come regolata dagli artt. 1 ss. l. fall., ovvero alla procedura di liquidazione del patrimonio, così come prevista dagli artt. 14-ter ss. della l. n. 3/2012, possono chiedere il beneficio dell'esdebitazione solo a fronte dei presupposti soggettivi e oggettivi e nel rispetto delle norme procedurali previste, rispettivamente, dagli artt. 142 ss. l. fall. e dall'art. 14-terdecies della l. n. 3/2012 cit., dovendosi, per contro, escludere che le relative loro domande, semplicemente perché depositate dopo il 15 luglio 2022, siano assoggettate alle norme dettate dagli artt. 278 ss. c.c.i.i. oppure dagli artt. 282 ss. c.c.i.i.
Reclamo contro la sentenza di fallimento: il termine per la costituzione della parte è perentorio, anche senza un'espressa dichiarazione normativa
Cass. civ., sez. I, 3 giugno 2025, n.14839
Nel giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, quale disciplinato dall'articolo 18 della legge fallimentare, il termine per la costituzione della parte è perentorio, anche in mancanza di un'espressa dichiarazione normativa, senza che tuttavia il suo mancato rispetto implichi decadenza della parte che vi sia incorsa dal diritto di opporsi al predetto reclamo, potendo dunque essa intervenire nel relativo procedimento con le limitazioni che la tardività determina per la formulazione di determinate difese.
La distrazione non può riguardare beni affidati al fallito in virtù di un contratto di locazione o comodato
Cass. pen., sez. V, 4 giugno 2025 (ud. 10 marzo 2025), n. 20679
Non possono essere considerati oggetto delle condotte di bancarotta patrimoniale i beni che siano soltanto affidati al fallito, qualora il proprietario abbia conservato su di essi un credito di restituzione, come le cose date in locazione o comodato, trattandosi di beni sui quali il fallito vanta un possesso solo precario, che, tuttavia, possono essere coinvolti nella procedura fallimentare solo perché si trovano presso di lui al momento dell'apertura della procedura concorsuale, ma che non fanno parte del patrimonio della fallita, in quanto devono essere restituiti al proprietario.
Deposito telematico del ricorso ex art. 98 l. fall.
Cass. civ., sez. 1, 13 giugno 2025, n. 15801
In tema di deposito telematico del ricorso ex art. 98 l. fall., nell'ipotesi in cui la quarta PEC dia esito negativo, spetta alla parte ricorrente attivarsi immediatamente per rimediare al mancato perfezionamento del deposito, provvedendo alternativamente, a secondo i casi, a rinnovarlo, previa contestazione delle ragioni del rifiuto della cancelleria, o a formulare tempestivamente un'istanza di rimessione in termini ove la decadenza non sia ad essa imputabile.
Il creditore che non presenta una domanda di ammissione con riserva di produzione dell'originale del titolo non può produrlo in sede di opposizione ex art. 98 l. fall. invocando la rimessione in termini
Cass. civ., sez. I, 14 giugno 2025, n. 15911
Il creditore che, in sede di verifica di stato passivo, non presenta una domanda di ammissione con riserva di produzione dell'originale del titolo, exarticolo 96 della legge fallimentare, non può, in sede di opposizione ex articolo 98 della Legge fallimentare, ove non sia stato prodotto contestualmente con il deposito del ricorso, produrre tale originale nel corso del giudizio, invocando la rimessione in termini exarticolo 153 della legge fallimentare, essendo quella di presentare domanda di insinuazione al passivo cosiddetta "piena" (anziché con riserva) una scelta processuale direttamente imputabile allo stesso.
La funzione residuale della nozione di “distrazione”
Cass. pen., sez. V, 20 giugno 2025, (ud. 14 aprile 2025) n. 23188
La distrazione è nozione che la giurisprudenza di legittimità ricollega al distacco del bene dal patrimonio dell'imprenditore poi fallito (con conseguente depauperamento in danno dei creditori), che può realizzarsi in qualsiasi forma e con qualsiasi modalità, non avendo incidenza su di esso la natura dell'atto negoziale con cui tale distacco si compie, né la possibilità di recupero del bene attraverso l'esperimento delle azioni apprestate a favore della curatela (Sez. 5, n. 44891 del 09/10/2008, Quattrocchi, Rv. 241830; conf., ex plurimis, Sez. 5, n. 30830 del 05/06/2014, Di Febo, Rv. 260486), essendo stata privilegiata una prospettiva che attribuisce alla nozione di distrazione una funzione anche "residuale", tale da ricondurre ad essa qualsiasi fatto diverso dall'occultamento, dalla dissimulazione, etc. determinante la fuoriuscita del bene dal patrimonio del fallito in modo da impedirne l'apprensione da parte degli organi del fallimento (Cass. pen. Sez. 5 n. 8431 del 01/02/2019, Rv. 276031).
Gli elementi sintomatici che provano la posizione di amministratore “di fatto”
Cass. pen., sez. V, 20 giugno 2025 (ud. 16/04/2025), n. 23189
In tema di reati fallimentari, la prova della posizione di amministratore di fatto si traduce nell'accertamento di elementi sintomatici di gestione o cogestione della società, risultanti dall'inserimento organico del soggetto con funzioni direttive - in qualsiasi fase della sequenza organizzativa, produttiva o commerciale dell'attività della società, quali sono i rapporti con i dipendenti, i fornitori o i clienti ovvero in qualunque settore gestionale di detta attività, sia esso aziendale, produttivo, amministrativo, contrattuale o disciplinare- che costituisce oggetto di una valutazione di fatto insindacabile in sede di legittimità, ove sostenuta da congrua e logica motivazione (Sez. 5, n. 8479 del 28/11/2016, dep. 2017, Faruolo, Rv. 269101; Sez. 5, n. 45134 del 27/06/2019, Rv. 277540-01; Sez. 5, n. 4865 del 25/11/2021, dep. 2022, Capece, Rv. 282775 - 01).
Ammissione e opposizione allo stato passivo: la Cassazione sul principio di “non contestazione” e sull'onere di allegazione dell'opponente
Cass. civ., sez. I, 21 giugno 2025, n. 16628
1. Il principio di non contestazione, che pure ha rilievo quale tecnica di semplificazione della prova dei fatti dedotti, non comporta affatto l'automatica ammissione del credito allo stato passivo (e del rango richiesto) sol perché non sia stato avversato dal curatore (o dai creditori eventualmente presenti in sede di verifica), competendo al giudice delegato e al tribunale fallimentare il potere/dovere non solo di sollevare, in via ufficiosa, ogni sorta di eccezione in tema di verificazione dei fatti e delle prove, ma anche, e prima ancora, di accertare l'effettiva sussistenza o meno di uno degli elementi fattuali che compongono la fattispecie costitutiva (a partire dall'effettiva titolarità del diritto azionato in capo a chi ha agito in giudizio per farlo valere), senza che, in siffatta ipotesi, il giudice sia tenuto a sollecitare sul punto l'instaurazione del contraddittorio tra le parti.
2. Il giudizio d'opposizione allo stato passivo del fallimento (come disciplinato a seguito del d.lgs. n. 169/2007) non è un giudizio di appello, anche se ha natura impugnatoria, ed è pertanto regolamentato integralmente dall'art. 99 l. fall., il quale prevede, al comma 2, n. 4 che l'opponente deve indicare specificamente nel ricorso i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti prodotti, ivi compresa la documentazione già prodotta nel corso della verifica del passivo; ne consegue che la mancata indicazione nell'atto di opposizione dei mezzi istruttori necessari a provare il fondamento della domanda dell'opponente, comporta la decadenza da tali mezzi, non emendabile nemmeno con la concessione dei termini di cui all'art. 183, comma 6, c.p.c.
3. Nell'opposizione allo stato passivo il ricorrente, a fronte di una nuova mera difesa svolta dal curatore soltanto nella memoria di costituzione in tale giudizio (nella specie, la mancanza di prova della titolarità in capo all'opponente del credito azionato), non ha il diritto di ottenere dal tribunale, al fine di fornire la prova del fatto costitutivo contestato dall'opposto, un termine per dedurre mezzi istruttori nuovi e diversi rispetto a quelli già richiesti o prodotti nel termine stabilito a pena di decadenza dall'art. 99, comma 2, n. 4, L. fall., essendo suo onere quello di dimostrare i fatti costitutivo del diritto, ivi compresa la titolarità dello stesso.
Concordato minore: il mancato deposito del fondo spese entro il termine perentorio stabilito dal giudice delegato causa l'inammissibilità della domanda?
Cass. civ., sez. I, 30 giugno 2025, n. 17721
In tema di concordato minore, nella specie con prosecuzione dell'attività professionale, per il caso di nomina del commissario giudiziale in sostituzione dell'OCC, ai sensi dell'art. 78, comma 2-bis, c.c.i.i., il giudice può prescrivere al debitore il deposito di un fondo spese senza che la sua inottemperanza (ovvero inosservanza del termine assegnato e pur se qualificato come perentorio dal giudice) integri in sé una causa di inammissibilità (o improcedibilità) della domanda, con automatica revoca del decreto di apertura della procedura, ferma la possibilità per il giudice di valutare, anche da tale condotta, la eventuale mancanza di fattibilità del piano alla luce dei costi presumibili della procedura indicati nella relazione particolareggiata dell'OCC ai sensi dell'art. 76, comma 2, lett e), c.c.i.i.
Vuoi leggere tutti i contenuti?
Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter continuare a
leggere questo e tanti altri articoli.
Sommario
Reclamo contro la sentenza di fallimento: il termine per la costituzione della parte è perentorio, anche senza un'espressa dichiarazione normativa
La distrazione non può riguardare beni affidati al fallito in virtù di un contratto di locazione o comodato
Il creditore che non presenta una domanda di ammissione con riserva di produzione dell'originale del titolo non può produrlo in sede di opposizione ex art. 98 l. fall. invocando la rimessione in termini
La funzione residuale della nozione di “distrazione”
Gli elementi sintomatici che provano la posizione di amministratore “di fatto”
Ammissione e opposizione allo stato passivo: la Cassazione sul principio di “non contestazione” e sull'onere di allegazione dell'opponente
Concordato minore: il mancato deposito del fondo spese entro il termine perentorio stabilito dal giudice delegato causa l'inammissibilità della domanda?